I sensi e le parole nella fruizione dell’opera d’arte – Descrizione di un’opera materica

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17|04|2014
MAKING SENSE

workshop
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo


Questo workshop è nato dai numerosi spunti di riflessione generati da Soft Pictures, una mostra sul medium tessile nell’arte contemporanea, in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dal 23 ottobre 2013 al 4 maggio 2014. Gli artisti coinvolti, da William Kentridge a Pae White, Piotr Uklanski o Francesco Vezzoli, utilizzano il tappeto o l’arazzo per il legame con una tradizione antica o per la specifica matericità, dunque sia per questioni di contenuto che per la suggestione insita nel materiale di cui sono fatti. 

Non potendo toccare direttamente l’opera, quanto modifica l’esperienza di visita la possibilità di toccarne un “surrogato”? Come si ricompone l’immagine mentale, partendo dai dati separati del materiale, riprodotto in un campione, dell’immagine, riprodotta in un modellino, e della descrizione?

Si è iniziato con l’intervento teorico del critico Domenico Maria Papa Soft Pictures. L’opera come atto cognitivo. L’azione percettiva nella comprensione dell’opera d’arte, attivato da domande, risposte, commenti dei partecipanti. La mostra Soft Pictures è stata introdotta dall’esplorazione tattile in condizione di vedenti, non vedenti e bendati del materiale tessile fornito, attraverso Tea Taramino, dai Servizi per Disabili della Circoscrizione 8. Infine, si è andati in mostra per fare esperienza delle opere Homage to the Hollywood squares (featuring Bridget Riley), 2008 e Carpetmania (Josef Albers and Victor Vasarely were lovers), 2008 di Francesco Vezzoli, attraverso la descrizione e maquette riprodotte con tasselli separabili di diverso spessore, da smembrare e ricostruire.