Descrivere una installazione: Eno e Penone alla Venaria Reale

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16|05|2015
MAKING SENSE

workshop
Reggia di Venaria Reale


Ancora un esperimento: osservare come il limite percettivo della mancanza di vista si comporta di fronte a opere di grandi dimensioni, e, addirittura, di fronte a un'opera del tutto immateriale, fatta solo di suono. La cornice è tra le più importanti: le opere di Giuseppe Penone all'interno dei giardini della Reggia di Venaria e l'installazione sonora curata da Brian Eno nella Galleria Grande della Reggia.

Per un'occasione così speciale abbiamo chiesto a un'ospite altrettanto speciale di confrontarsi con le difficoltà legate alla percezione di queste opere: Loretta Secchi, curatrice e responsabile del Museo Tattile “Anteros” di Bologna e Docente preso la Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Il suo museo conserva traduzioni tridimensionali di opere dall'antichità fino al contemporaneo, progettate e realizzate da un'equipe composta da esperti in teoria dell'arte, psicologia della percezione tattile e ottica, storia e pedagogia dell'arte, tiflologia e scultura applicata. La sua esperienza e la sua ricerca mettono al centro la percezione tattile e la descrizione contestuale come equivalente dell'esperienza estetica di incontro con l'opera d'arte, per cui è stato particolarmente interessante osservare il suo approccio nei confronti dell'installazione.

Silvia Varetto ed Elena Giglia, dei Servizi Educativi della Venaria Reale, ci hanno accompagnato durante la visita ed hanno introdotto i temi centrali delle opere di Eno e Penone, guidandoci nella comprensione di progetti pensati specificamente per quei magnifici spazi. Nella Galleria Grande ci ha accolto Domenico De Gaetano, che per la Venaria ha curato il progetto di Eno.

La solidità del marmo e del bronzo nei lavori di Penone hanno offerto un'impressionante esperienza sensoriale, legata anche alla temperatura dei materiali, modificata dal sole e dall'ombra. Poi, immersi nella quiete della Galleria Grande, abbiamo perlustrato gli stucchi a parete e ci siamo distesi al centro dello spazio, per ascoltare la musica composta da Brian Eno dal centro di questa “cattedrale laica” fatta “di luce e di spazio”, come racconta lo stesso compositore.
Nessuna carenza sensoriale può e deve precludere l'esperienza dell'opera d'arte. Questa giornata, gli ospiti, le riflessioni finali negli spazi dei Servizi Educativi ci confermano nel nostro lavoro di costruzione di un'accessibilità sempre più ampia.